Enzo RossiNato nel 1915 a Perugia e morto a Roma nel 1998, Enzo Rossi ha attraversato il Novecento con la capacità di un autentico protagonista sia della pittura sia della ricerca didattica italiana.
Cresciuto in Umbria, artisticamente educato prima all’Istituto d’Arte poi all’Accademia di Belle Arti, rivelò da subito i suoi principali inetressi, da un lato la ricerca pittorica d’avanguardia legata al Futurismo e al Cubismo, dall’altro il tentativo di ridare slancio e contemporaneità all’arte sacra italiana. Furono fondamentali gli incontri con Dottori e Severini, e poi dal 1945, quando si trasferì a Roma, con Prampolini.

Come pittore, Rossi si mantenne fedele a uno stile personale ed originale, realista con matrici astratte, in qualche modo strutturato su un’analisi approfondita del cubismo.
Affermava che la pittura moderna può essere astratta, ma l’arte sacra può essere soltanto figurativa. La sua attività artistica fu intensa, lo portò ad esposizioni di livello come la Quadriennale, e a notevoli progetti per il Giubileo del 1950, ma non fu tale da assorbirlo completamente, perché già da anni Rossi aveva intrapreso la carriera parallela dell’insegnamento.
Insegnante Rossi lo era per vocazione, e l’unione tra questa professionalità rivolta ai giovani e la ricerca estetica in ambito religioso lo portarono nel 1967 a fondare e dirigere l’Istituto Statale d’Arte per la Decorazione e l’Arredo della Chiesa, unico in Italia, situato in via del Frantoio, nel quartiere Tiburtino di Roma, divenuto oggi un Liceo Artistico che – ovviamente – ha preso il suo nome.