“La scuola non è neutrale: mozione per la condanna di ogni forma di occupazione, apartheid e genocidio.”
PREMESSA
In qualità di docenti, riteniamo che il nostro lavoro non si esaurisca nella trasmissione di conoscenze, ma includa la responsabilità profonda di formare cittadini e cittadine consapevoli, capaci di osservare criticamente la realtà, di riconoscerne le dinamiche, di nominarle per ciò che sono e di assumersi la responsabilità di prendere posizione. Educare è un atto politico e morale: implica il coraggio di scegliere da che parte stare rispetto ai valori fondanti della convivenza civile, soprattutto nei momenti storici in cui vengono messi in discussione.
Non è sufficiente richiamarsi alle competenze chiave europee, come il pensiero critico, la cittadinanza attiva, la consapevolezza sociale, se, come comunità educante, non siamo dispost* a metterle in pratica nei nostri contesti professionali e pubblici. È per questo che è ormai doveroso, come docenti, interrogarci e prendere posizione rispetto a ciò che accade oggi nel mondo, in particolare all’assedio che colpisce il popolo palestinese da decenni e che negli ultimi due anni ha assunto forme e dimensioni che molte voci autorevoli della comunità internazionale non esitano più a definire genocidarie.
A Gaza 660.000 bambini e ragazzi ad oggi sono privati dell’istruzione per il terzo anno consecutivo (fonte UNRWA), ma il termine “educidio” o “scolasticidio” – che indica la sistematica demolizione dei centri di educazione in Palestina – è stato coniato da Karma Nabulsi, Fellow in Politics all’Università di Oxford, già nel 2009.
Non possiamo tollerare che il nostro paese, così come l’Unione Europea, continui a sostenere o giustificare, omettendo le proprie responsabilità o attraverso l’invio di armamenti, un regime di apartheid, un’occupazione militare sistematica, una politica coloniale e una violenza armata indiscriminata che colpisce la popolazione civile. Non possiamo più permetterci di rimanere in silenzio: la storia che insegniamo ogni giorno nelle nostre classi ci chiede coerenza. Quello che accadde durante l’età delle conquiste coloniali e durante la Seconda guerra mondiale – e che la storiografia ha definito senza esitazioni “genocidi” – sta accadendo oggi sotto i nostri occhi.
Inoltre, il rischio che la guerra si estenda e travolga nuovi popoli e territori è concreto. In questo contesto drammatico, Israele continua ad agire nella più totale impunità, con l’appoggio o il silenzio complice di Stati Uniti ed Europa. È nostro dovere denunciarlo e chiedere a gran voce l’inizio immediato di soluzioni diplomatiche che portino alla fine delle ostilità.
Sappiamo che una parte dell’opinione pubblica internazionale, anche grazie alla mobilitazione della società civile, dei sindacati e dei movimenti studenteschi, ha cominciato a prendere posizione. Tuttavia, gli eventi incalzano e la guerra, il riarmo, la distruzione del diritto internazionale e il ritorno a logiche autoritarie sembrano accelerare. La ripresa dell’anno scolastico a settembre sta avvenendo in uno scenario ancora più grave: per questo è urgente che il mondo della scuola, e in particolare il corpo docente, faccia sentire ora la propria voce.
I SOTTOSCRITTI DOCENTI E PERSONALE ATA DEL LICEO ARTISTICO ENZO ROSSI DECIDONO
- di esprimere una ferma condanna contro ogni forma di occupazione, apartheid, colonialismo e genocidio, con particolare riferimento alla situazione in Palestina;
- di riconoscere la responsabilità, come educatori ed educatrici, nel promuovere la consapevolezza storica e il senso critico nelle nostre classi, anche rispetto all’attualità e al contesto geopolitico, e di utilizzare a tal fine il monte ore dedicato all’insegnamento dell’Educazione civica;
- di promuovere, fin dall’inizio dell’anno scolastico, momenti di riflessione pubblica, anche in collaborazione con gli studenti, le famiglie e il territorio, sui temi della pace, dei diritti umani e del diritto internazionale;
- di impegnarsi a monitorare attentamente e costantemente la resistenza civile rappresentata dalla Global Sumud Flotilla, che in questo momento è in viaggio verso il porto di Gaza per portare aiuti umanitari;
- di chiedere la pubblicazione della mozione, debitamente sottoscritta, sul sito internet dell’istituto scolastico;
- di ribadire con forza che la scuola non può essere neutrale di fronte alla disumanità e all’ingiustizia, e che il nostro ruolo educativo implica una presa di posizione chiara e pubblica a favore della pace, della dignità umana e della legalità internazionale.
FIRME (90)
Ilaria De Simone
Floriana di Gaetano
Grazia Di Micco
Marco Gangone
Fabio Bistarelli
Massimiliano Timo
Giada Masci
Cristiana Maria Pompei
Gennaro Grassia
Tatiana Giovannetti
Silvia Marfurt
Matteo Celenza
Emiliano Crialesi
Francesco Pavese
Carmen Santarsiero
Flavia Garzia
Simona Cataldi
Roberta Maria Russo
Daniela Bossa
Lucia Coscione
Michela Mascia
Andrea Santi
Concetta Prochilo
Fernanda Longo
Cristina Piciacchia
Maria Veronica Palma
Pasquale Damiano
Federica Varone
Michela De Carolis
Annachiara Rigillo
Gemma Buonanno
Silvana Colantoni
Annalisa Scanu
Stefania dell’Aquila
Stefano Gusella
Francesca Moschetti
Romina Impera
Nabil Shahin
Claudine J. Jacobiere
Venanzio Alessio Santini
Manuela Mancioppi
Aurora Capretti
Alessandro Vannini
Rita Lattanzi
Agata Trella
Pamela Sini
Margherita Lavorgna
Giorgio Ceccotti
Marco Pacella
Roberta De Cristofaro
Grazia Grieco
Ornella Petrucci
Dino Leoni
Irene Cini
Barbara Gizzi
Francesca Lazzarini
Paola Piozzi
Isabella De Paolis
Angela Martino
Marta Vantaggiato
Giulia Lisi
Massimo Cini
Daria Motta
Antonella Schirò
Monica Aquilani
Alessandro Brosco
Francesco Latilla
Rosa Narcisi
Nancy Pirro
Maira Fucci
Lucia Lo Buono
Davide Lanzellotto
Salvatore Corasaniti
Laura Travanti
Maurizio D’Ugo
Sara Cozzolino
Genny Ciliberti
Francesca Ricci
Paola Maggiori
Irene Airoldi
Daniela Falasca
Maria Laura Caci
Simona Dari
Rita Allegrezza
Giuliano Del Pinto
Regina Bruschi Polidori
Serena Raspagliosi
Emanuele Russo
Carlo Buttafuoco
Chiara Teodori
Personale scolastico